Homeworking: postazione tech in 5 mq

Tra gli aspetti principali su cui lo smartworking mi ha spinto a riflettere c'è stata la necessità di avere o per meglio dire creare, una postazione di lavoro casalinga che fosse funzionale e comfortevole al tempo stesso. Inizialmente non avevo prestato moltissima attenzione a questo aspetto, ho così passato i primi 15gg a lavorare sul tavolo da pranzo in soggiorno su schermo FHD da 14". L'unica periferica esterna connessa era il mio immancabile mouse, più precisamente l'Arc Touch Mouse di Microsoft. Dopo i primi giorni, iniziavo ad accusare dolori alla schiena, dovuti ad un sedia non propriamente comoda, mal di testa, dovuto ad una illuminazione non pensata per il lavoro continuativo, e fastidio agli occhi: lavorare su un 14" non è il massimo della comodità. Sia in agenzia che in azienda, sono sempre stato abituato a lavorare con un doppio monitor, l'ho sempre trovata una soluzione comoda e funzionale per gestire al meglio il mio workflow e per avere tutto sempre disponibile: dalla posta, ai fogli excel, passando per le diverse schede di Chrome con tutte le dashboard e le varie app Skype/Teams. Ho provato inizialmente a risolvere il problema della postura alternando sessioni di lavoro in piedi a sessioni di lavoro da seduto, facendo tutte le call via smartphone, grazie Samsung NOTE 10+, passeggiando sul balcone o nel giardino condominiale. Sapevo perfettamente che non era la soluzione definitiva dato che la schiena continuava comunque a darmi fastidio. Era arrivato il momento di tornare a ragiornare a livello hardware e di conseguenza progettare un nuovo setup. Non vivendo in 200mq la postazione doveva essere comoda si ma facilmente smontabile e soprattutto doveva consentirmi di tenere comunque d'occhio mia figlia e non intralciare il suo piccolo parco giochi casalingo.

Il monitor: schermi wide patrimonio dell'umanità

L'acquisto del monitor è stato abbastanza semplice, considerando che avevo circa 2 anni di studio alle spalle sulla diverse tipologie di pannelli VA vs IPS, 21:9 o classico 16:10, UHD o 4K. L'esigenza era quella di acquistare un monitor che potesse essere funzionale sia alla mia attività lavorativa che a quella prettamente legata al coding e al fotoritocco. Per riassumere, escludendo la tipologia di pannello, le caratteristiche base possono essere riassunte così:

  • qualità pannello: calibrazione di fabbrica, copertura RGB pari al 100%, basso deltaE
  • funzionalità: PictureByPicture per gestire contemporaneamente 2 sorgenti, dotazione porte (hdmi, displayport, type c)
  • design e software: sembrerà strano ma per me il monitor deve essere anche bello da vedere e quindi, cornici sottili e desgin minimale dei bottoni e ovviamente con un buon software (possibilemente OSD) per poter gestire al meglio finestre e interfaccia

A livello brand, avevo a priori scartato Eizo e BenQ, per quanto fantastici, li trovo troppo cari per il mio utilizzo prettamente amatariale. Così dopo un lungo studio ero finalmente riuscito a creare la fatidica shortlist

  • LG 32UD99 - 32" IPS Led con risoluzione 3840x2160 UHD, supporto HDR 10
  • Dell Ultrasharp U3219Q - 32" IPS con risoluzione 3.840x2160, supporto HDR 10
  • Samsung C34H892 - 34" curvo con risoluzione 3440x1400 (UWQHD), formato 21:9

La scelta alla fine, complice anche una fantastica offerta lampo su Amazon, è ricaduta sul Samsung. Che dire, mai scelta fu più azzeccata: lavorare su uno schermo ultrawide e curvo è un qualcosa di meraviglioso. La curvatura del display di 1800R è perfetta (è disponibile anche il modello con curvatura 1500R, troppo eccessiva per i miei gusti), totalmente immersiva e mai fastidiosa; si riesce ad avere sempre tutto controllo. Il pannello è davvero nitido, con neri profondi, in puro stile Samsung, colori ben bilanciati e contratasti e con una luminosità uniforme tanto al centro quanto ai bordi. L'estetica è ovviamente soggettiva, ma la linea è pulita e minimale, le cornici quasi assenti e anche la combinazione di colori è azzeccata. Insomma non potrei essere più felice dell'acquisto.

La sedia: comoda, funzionale e non tamarra

Per quanto riguarda l'acquisto della sedia invece, la situazione era un filo più complicata. Le sedie da gaming, sono comodissime, bellissime, ma a detta di qualcuno anche vagamente "tamarre" o per meglio dire con stile "gaming" appunto. Il tutto ovviamente mal si sposa con una sedia da mettere in sala da pranzo (non che dovesse venire qualcuno a casa eh) ma in ottica futura, sarebbe rimasta comunque un pugno in un occhio non indifferente. Considerando la mia statura e le sessioni passate seduto, avevo bisogno di una sedia con: schienale alto e reclinabile, supporto lombare, ruote gommate (per evitare rumori molesti durante i riposini di Alice o la sera), braccioli e ovviamente seduta ampia e comoda. Ho iniziato così a cercare informazioni in merito a possibili recensioni, incluso un classico post Facebook, riattivato un paio di account usati per scrivere in alcuni forum gaming (di quando ero un videogiocatore più accanito) per avere informazioni aggiornate. Sapevo già di chi acquistare, ovviamente dai ragazzi di Drako.it, in questo campo sono veramente imbattibili per professionalità, gamma prodotti e qualità del servizio offerto (senza considerare che anche in periodo lockdown riuscivano a garantire tempi di consegna nell'ordine dei 5gg lavorativi). La scelta è alla fine ricaduta su una Taurus P4 nera. Se non fosse per il logo del toro stampato, potremmo considerarla davvero molto sobria, oserei dire quasi elegante. Sicuramente è pratica, silenziosa e maledettamente comoda. Talmente comoda che anche mia figlia l'adora e Francy, dopo una prima fase di diffidenza, legata principalmente all'estetica, ha imparato ad amarla e spesso ne approffitta.

postazione

Mouse e tastiera: un solo nome Logitech MX Series

Eterno dilemma e guerra tra tastiera a membrana e tastiera meccanica, muose wireless o cablato e via discorrendo. In passato ho avuto diverse tastiere meccaniche, meravigliose per piacevolezza d'uso e personalizzazione: è posibile cambiare tutti i keycaps e personalizzarle in tutto, senza considerare che la precisione offerta in fase di digitazione è a tutt'oggi imbattuta. Ma i tempi cambiano e anche i miei usi sono cambiate. Con il tempo anche le tastiera a membrana hanno migliorato le loro perfomance e riescono comunque ad offrire una buona esperienza d'uso anche in sessioni prolungate. Era da tempo che avevo adocchiato la serie Master MX, serie premium di Logitech. Prima di procedere all'acquisto di questa tipologia di hardware, ho fatto il solito giro "tattile": giretto da Mediaworld per testare con mano il tutto. Tra le caratteristiche che mi hanno subito colpito ci sono: design e qualità dei materiali, piacevolezza nella digitazione, grazie anche alla forma cava dei tasti, possibilità di collegare fino a 3 device. Per quanto riguarda il mouse, oltre ai materiali, mi è piaciuta sin da subito la sensazione di comodità della mano e del polso oltre alla caratteristiche hardware di fluidità e risoluzione del sensore. Dopo un paio di test e qualche chiacchierata su Reddit, ho deciso di dare loro una chance. Dopo circa 2 mesi di utilizzo intenso, su più device, devo dire che sono davvero soddisfatto dell'acquisto. Stupende alla vista, molto comode da usare, non risentono per nulla della fatica anche durante le lunghe sessioni di coding o scrittura intensa. Il mouse, oltre ad essere veramente comodo e preciso come una lama, ha tasti e rotelle in posizione perfette per essere manovrate agevolmente e senza affaticare il polso. Comoda la retroilluminazione dei tasti, perfettamente regolabile e mai eccessiva, consente di scrivere tranquillamente anche in stanze non perfettamente illuminate o di notte, dove preferisco lavorare con luce soffusa. Buona la durata delle batterie, nella scatola sono presenti i cavi usb type c per ricaricare ambo i device (la ricarica avviene tramite un ingresso frontale, che rende possibile continuare ad utilizzare il tutto anche durante la carica). Io ho connesso il tutto via bluetooh e non ho notato interferenze o problemi di connessione, la digitazione o i movimenti del mouse sono sempre molto fluidi e privi di qualsiasi lag; viene comunque fornito anche un dongle usb per migliorare la ricezione ed evitare interferenze.

Fantastica l'integrazione e la personalizzazione offerta dal software a corredo (compatibile con Windows e MacOS e a breve anche con Linux): è possibile personalizzare qualsiasi aspetto dei tasti e delle rotelle del mouse con tantssime preset adattabili ai diversi programmi (suite Office, Adobe e via discorrendo) che rendono l'esperienza d'uso davvero fantastica. Muoversi tra le diverse schede di Chrome con la rotella laterale, utilizzare effetti, pennelli e palette in Lightroom con tasti e rotelle rende il lavoro decisamente più snello e veloe, senza considerare che in caso di utilizzo su più device è possibile con un semplice gesto passare da un device ad un altro in maniera istantanea e ovviamente anche con un singolo device. A tutto questo mi sento di aggiungere una chicca unica offerta da Logitech, ovvero il servizio Flow, che consente in maniera seamless di spostare un file o una cartella da un desktop ad un altro, semplicemente trascinandolo. Se non si ha un NAS e si lavora magari su device diversi, può rivelarsi una funzionalità davvero molto utile, considerando anche la sua estrema semplicità di utilizzo.

Risultato finale: comodità e produttività ai massimi livelli

Per completare la postazione ho anche comprato un deskpad, trovato in offerta su Amazon, che garantisce scorrevolezza per il mouse e blocchi per la tastiera, comodità nell'avere tutto raccolto e ovviamente igiene, in quanto perfettamente lavabile. E poi per completare il tutto ho acquistato una stampante all-in-one Epson WF-2860, utile all'occorrenza per stampare e scansionare documenti e altro. Considerando lo spazio e la cifra spesa, devo ammettere che sono molto contento della postazione creata. Finalmente riesco a lavorare tranquillamente senza più particolari fastidi a schiena e occhi. Il setup mi consente inoltre di utilizzare tutti i device in mio possesso in maniera semplice e veloce, e mi ha consentito di tornare sia a sviluppare che a post produrre in maniera davvero molto efficiente e comoda. Al momento non è ancora chiaro quanto tempo durerà ancora questa pandemia: sicuramente tornerò in ufficio ma con la consapevolezza di avere comunque un'ottima postazione anche a casa. Mal che vada tornerà ad essere la postazione della mia seconda vita, quella di papà tech, che scrive codice, sviluppa foto e ovviamente insegna coding alla sua piccola.